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CHE COS’È IL BABYWEARING?

A cura di Emma Pezzi, Consulente del Portare e fondatrice di Le albiCoccole.

Riscoprire il contatto attraverso il Babywearing

Il Babywearing è la pratica di portare i bambini a stretto contatto con il proprio corpo, sostenuti non dalle braccia, ma da fasce o supporti più o meno strutturati (possibilmente sempre ergonomici). Si porta dall’alba dei tempi, non si tratta quindi di una nuova moda, bensì di una pratica antica come l’uomo. I nostri antenati erano nomadi, si spostavano alla ricerca di cibo in luoghi molto pericolosi e i bambini seguivano i genitori ovunque grazie a fasce primitive, costruite utilizzando pelli di animali o cortecce di alberi.

In seguito, l’evoluzione ci ha portato a perdere il pelo e guadagnare la posizione eretta, ma il bisogno dei bambini di essere portati è immutato. I cambiamenti socio-culturali e l’invenzione delle carrozzine hanno indotto un graduale abbandono di questo modo di accudire i figli, così le fasce e i loro molteplici benefici sono stati pian piano dimenticati, soprattutto in occidente, mentre nei 2/3 del mondo si continua a portare con vari supporti porta bebè.

In Italia, negli ultimi anni, si sta riscoprendo questo mondo…grazie al passaparola tra genitori, al web, ma soprattutto per merito di figure adeguatamente formate ( Consulenti o Istruttrici) che operano su tutto il territorio per diffondere “il buon portare” con incontri informativi generalmente gratuiti e consulenze pratiche per imparare ad utilizzare le varie fasce. Al giorno d’oggi abbiamo innumerevoli “contenitori porta bebè” a disposizione, i genitori sono bombardati già dalla gravidanza da decine di pubblicità di carrozzine, ovetti, girelli…

La domanda quindi sorge spontanea: nell’era del 2.0, perché dovremmo preferire le fasce porta bebè a culle e passeggini? O comunque perché considerare il babywearing una valida alternativa?

BABYWEARING: PERCHÉ PORTARE?

Partiamo da una certezza: i nostri bambini sono nati per essere portati e il loro habitat naturale non sono né la culla né il passeggino, ma il corpo materno. Prendendo in considerazione varie caratteristiche come il periodo di gestazione, la maturità fisica e neurologica del neonato, la composizione del latte materno e l’habitat,  i cuccioli di mammiferi si suddividerebbero in tre categorie: nidiacei (gatti, topi, conigli, …), nidifughi (cavalli, cervi, zebre, …) e portati (scimmie, canguri, …).

Tra i “portati” si distinguono “portati attivi” e “portati passivi”. I portati passivi, si lasciano trasportare dai genitori senza contribuire attivamente, un esempio sono i marsupiali. I portati attivi, invece, si aggrappano al corpo materno grazie al riflesso di prensione palmare che consente loro di rimanere aggrappati alla pelliccia anche per molte ore di seguito.

Il cucciolo d’uomo appartiene alla categoria dei portati attivi; è interessante osservare come, a distanza di millenni, conservi  gli stessi riflessi che gli permettevano di aggrapparsi al corpo materno (riflesso di prensione palmare, riflesso di Babinsky, riflesso di Moro). In braccio la postura fisiologica è perfettamente rispettata.

BENEFICI PSICOLOGICI DEL BABYWEARING

I nostri piccoli nascono fortemente immaturi rispetto ai cuccioli di altre specie. Secondo alcuni studi, la gravidanza dovrebbe durare oltre 20 mesi per permettere un adeguato sviluppo del neonato,  ma se così fosse, la testa del bambino non potrebbe più attraversare il canale pelvico. Per consentire il parto, la gravidanza termina quindi dopo circa 40 settimane (endogestazione). La mamma partorisce un neonato non ancora pronto per la vita e che dipenderà completamente da lei ancora per un lungo periodo (prematuro fisiologico).

Molti studiosi affermano che la gravidanza dovrebbe completarsi all’esterno dell’utero, sotto forma di gestazione extrauterina almeno fino ai 9/11 mesi del bambino (esogestazione); le condizioni ambientali durante questo periodo dovrebbero assomigliare il più possibile a quelle del grembo materno (calore, contenimento e sostegno, battito del cuore materno, odore, ritmo, massaggio, …). Questo, permetterebbe al bambino un adattamento più dolce ed un continuum tra l’utero ed il mondo.

Portare in fascia favorisce l’attaccamento e l’ascolto empatico tra genitori e figli; la vicinanza della mamma con il suo bambino la aiuta a percepire e interpretare meglio i segnali e i bisogni, accrescendo la fiducia nelle proprie capacità materne. Il neonato portato, non è solo ad affrontare stimoli spesso eccessivi ma, ha sempre il corpo materno a fare da filtro con il mondo esterno. E’ parte dell’attività quotidiana di mamma e papà, osserva tutto e quando è troppo stanco può addormentarsi stretto in un caldo abbraccio.

Per tutti questi motivi i bambini portati piangono in media il 53% in meno dei bambini non portati: la conseguenza è un notevole abbassamento dell’ormone dello stress, sia nei bambini che nelle mamme.

Portando il nostro bambino in fascia rischiamo di viziarlo? NO! Il nostro bambino nasce con la predisposizione fisica e psicologica per essere portato.

Faticherà a trovare la sua indipendenza? NO! È dimostrato che una pronta risposta ai suoi bisogni (ricordiamoci che il bisogno di contatto è un bisogno primario), contribuirà a renderlo un bambino sicuro e indipendente, secondi tempi dettati da lui, non da noi. Chi meglio del nostro bambino può sapere di cosa ha realmente bisogno? Fidiamoci dei nostri piccoli! Sono più competenti di quello che immaginiamo!

BENEFICI FISICI DEL BABYWEARING

Se la posizione fisiologica viene rispettata e si tiene conto delle tappe evolutive e dell’unicità di ogni bambino, questa pratica porta molti benefici fisici. La posizione divaricata-seduta assunta dalle anche del bambino in supporto ergonomici ne favorisce il corretto sviluppo, nelle popolazioni che da sempre portano i bambini in fascia, la displasia dell’anca è una patologia molto rara o addirittura sconosciuta.

Portare almeno 30 minuti dopo ogni pasto è di sollievo ai bimbi che soffrono di reflusso gastroesofageo. Portare favorisce lo sviluppo del sistema nervoso poiché il piccolo è parte integrante delle faccende di mamma e papà, con tutti gli stimoli che questo comporta. Migliora il tono muscolare poiché il senso dell’equilibrio è sollecitato di continuo (il bimbo deve bilanciarsi e seguire i movimenti di chi lo porta).

Portare aiuta a stabilizzare la respirazione ed il battito cardiaco. I neonati non sono ancora perfettamente in grado di termoregolarsi. Portando in fascia, il più possibile pelle a pelle, il corpo materno aumenta la propria temperatura (proprio come se fosse una stufetta) per scaldare il proprio bambino. La Kangaroo Mother Care è di vitale importanza nel caso di neonati prematuri e contribuisce ad aumentare le loro chance di sopravvivenza. Il 70% dei genitori con figli sotto i due anni soffre di mal di schiena. Portare i bimbi con un supporto ergonomico permette di distribuire il peso in modo ottimale, affaticando di meno la schiena, le spalle e gli arti superiori.

Portare i bambini favorisce ed incrementa l’allattamento al seno e risulta terapeutico per le mamme che per svariati motivi non hanno potuto allattare. I neonati soffrono meno delle classiche “coliche” serali. Le virgolette in questo caso sono d’obbligo: avete mai provato una vera colica? Il dolore è davvero forte. Ho sperimentato con entrambi i miei figli questi pianti disperati. Io e  mio marito abbiamo passato ore a cullare e massaggiare la nostra prima figlia, nel vano tentativo di darle sollievo; ancora non conoscevamo le fasce porta bebè. L’esperienza con il nostro secondogenito è stata completamente diversa: durante queste “crisi”, lo mettevamo in fascia…magicamente si calmava nel giro di pochissimi minuti!

Questo effetto calmante del Babywearing è talmente comune che si è sentita la necessità di attribuirgli un nome: “sleepy dust”. Le fasce sono cosparse di polverina magica, forse proveniente da stelle lontane, che contribuisce ad accompagnare dolcemente i nostri bimbi nel mondo dei sogni!

BENEFICI PRATICI DEL BABYWEARING

Indossare i nostri bambini è senza dubbio molto comodo. Ci permette di essere libere ed indipendenti senza “liberarci” dei nostri figli. Le attività quotidiane risultano più semplici: fare la spesa, passeggiare sotto la pioggia, svolgere commissioni, sistemare casa, accompagnare i fratelli maggiori a scuola oppure al parco giochi, muoversi senza preoccuparsi delle barriere architettoniche (o delle automobili parcheggiate sui marciapiedi), fare trekking in montagna, camminare in spiaggia, viaggiare senza l’ingombro del passeggino, …

Con alcuni supporti è possibile allattare. L’allattamento in fascia è consigliato da quando il bimbo non presenta più problemi di attacco, quindi non è l’ideale per i neonati. Sarebbe preferibile limitare l’allattamento in fascia a situazione d’emergenza tenendo presente che la soluzione più comoda è sempre togliere il piccolo dalla fascia e allattarlo con calma e comodità.

CHI MI PUÒ AIUTARE CON IL BABYWEARING?

In occidente indossare i bambini non è una competenza innata. I nostri genitori non hanno usato fasce porta bebè, i nostri nonni (tranne alcune eccezioni) non le hanno usate con i nostri genitori, c’è bisogno di imparare questa pratica da zero. Il web è un ottimo strumento per approcciarsi a questo mondo, i social abbondano di gruppi sul babywearing.

Questi gruppi però sono un’arma a doppio taglio: in questi contesti non c’è una valutazione del bambino, i consigli sono generalizzati e molto contrastanti fra loro, inoltre è spesso difficile distinguere se il suggerimento proviene da una persona adeguatamente formata, da una mamma esperta o da una mamma alle prime armi. Affidarsi ad una professionista può fare la differenza!

Chi sono queste figure?

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