Osteopatia in gravidanza, nel puerperio e per il neonato: la salute passa dal movimento

Osteopatia per mamme, bimbi e per lo sport.

Si ampliano con Anna (Pedrotti, Osteopata) le figure professionali che ruotano intorno a Mamma Sportiva per darti sempre più appoggio e consigli utili sullo sport, sulla gravidanza, sul puerperio e sul tuo bimbo.

Anna mi ha seguita e tutt’ora mi segue, sia come sportiva, sia come mamma. Il suo apporto è stato preziosissimo per me e anche per Petra, che aveva un piccolo problema di digestione rallentata nei suoi primi mesi di vita, risolto poi in sole 2 sedute.

Le ho chiesto davvero tante cose, per cui mettiti comoda e preparati ad una bella (e lunga) lettura 😉

Il movimento è vita: è la base dell’osteopatia. E vale anche in gravidanza, nel post partum e per il neonato

Sai cos’è l’OSTEOPATIA e di cosa tratta? Partiamo dalle basi.

L’osteopatia è un sistema di diagnosi e trattamento che, pur basandosi sulle scienze fondamentali e le conoscenze mediche tradizionali (anatomia, fisiologia, ect..), non prevede l’uso di farmaci né il ricorso alla chirurgia ma, attraverso manipolazioni e manovre specifiche, si dimostra efficace per la prevenzione, valutazione ed il trattamento di disturbi che interessano non solo l’apparato neuro-muscolo-scheletrico, ma anche cranio-sacrale (legame tra il cranio, la colonna vertebrale e l’osso sacro) e viscerale (azioni sulla mobilità degli organi viscerali).

Inoltre, a differenza della medicina tradizionale allopatica, che concentra i propri sforzi sulla ricerca ed eliminazione del sintomo, l’osteopatia considera il sintomo un campanello di allarme e mira all’individuazione della causa alla base della comparsa del sintomo stesso. 

I principi dell’osteopatia:

  • Unità del corpo: come metodologia olistica, l’osteopatia considera l’individuo nella sua globalità: ogni parte costituente la persona (psiche inclusa) è dipendente dalle altre e il corretto funzionamento di ognuna assicura quello dell’intera struttura, dunque, l’equilibrio psicofisico e il benessere.
  • Relazione tra struttura e funzione: un corretto equilibrio tra struttura e funzione regala al nostro corpo una sensazione di benessere. Qualora tale equilibrio venga alterato (a causa di un trauma per esempio) si parla di disfunzione, ossia di una restrizione di mobilità e perdita di movimento in una parte del nostro corpo.
  • Autoguarigione: in osteopatia non è il terapeuta che guarisce, ma il suo ruolo è quello favorire la capacità innata del corpo ad auto curarsi tramite la mobilizzazione di strutture con restrizioni,  favorendo così una miglior circolazione di sangue e liquidi.

Osteopatia in gravidanza: perché quando e come

Il ruolo di supporto dell’osteopata in gravidanza 

  • Assicurare l’equilibrio fisico e mentale della mamma è il miglior modo di prendersi cura anche del bambino
  • Ricercare l’equilibrio omeostatico della gestante nei cambiamenti fisiologici della gravidanza
  • Facilitare un parto privo di complicazioni e più naturale possibile

Aree di interesse osteopatico in gravidanza

Le modificazioni materne e fetali riguardano principalmente tre aree:

  • Alterazioni della struttura materna e della biomeccanica conseguenti allo sviluppo fetale
  • Modificazioni ormonali
  • Modificazioni circolatorie

Modalità di intervento dell’osteopata in gravidanza

In generale:

  • Trattamento strutturale delle pelvi e colonna per facilitarne i cambiamenti funzionali
  • Tecniche viscerali per decongestionare gli organi pelvici e aiutare il drenaggio del fegato (perché deve lavorare per 2), utili anche tecniche dirette sull’utero per creare un ambiente più confortevole al feto e permettere di muoversi e magari girarsi se in posizione podalica
  • Riduzione delle tensioni a livello della base cranica e delle membrane che avvolgono il cervello, per migliorare il rilascio ormonale.

Indicazioni per il trattamento osteopatico in gravidanza: riduzione e prevenzione dei seguenti segni e sintomi

  • Nausea
  • Cefalee
  • Reflusso gastroesofageo
  • Stitichezza
  • Cistiti
  • Lombosciatalgie e dolori zona lombare e bacino
  • Difficoltà respiratoria
  • Tunnel carpale e dolori a polsi mani e braccia

Controindicazioni dei trattamenti osteopatici nel primo trimestre di gravidanza

  • Nel primo trimestre di gravidanza non è consigliato fare trattamenti osteopatici in quanto è un trimestre molto importante per lo sviluppo del feto, potrebbero venir forniti troppi input su tessuti soggetti a già molte modificazioni e informazioni
  • Minaccia parto prematuro
  • Sanguinamento vaginale non diagnosticato
  • Aborto incompleto o minaccia di aborto
  • Gravidanza ectopica
  • Placenta previa
  • Emorragia placentale
  • Prolasso del cordone ombelicale
  • Rottura prematura delle membrane
  • Gestosi

Modificazioni dell’utero in gravidanza, trimestre per trimestre:

  • 12 SETTIMANE: l’utero esce dalla pelvi
  • 20 SETTIMANE: le tube si verticalizzano, mobilità limitata dei legamenti larghi dell’utero
  • 36 SETTIMANE: l’utero arriva allo sterno

Modificazioni fisiologiche, scheletriche e strutturali in gravidanza

Inizio 1 trimestre:

  • Leggera retroversione del bacino, l’utero si verticalizza ed inizia ad ingrossarsi ma rimane nella sua sede anatomica
  • Tensione dei muscoli flessori dell’anca (ileo-psoas, sartorio, retto del quadricipite)

Fine del 1 trimestre:

  • L’utero gradualmente aumenta di volume
  • L’addome cambia forma e orientamento, il bacino si porta ora in antiversione
  • L’utero si è verticalizzato completamente, spinge gli organi in direzione craniale verso il diaframma
  • Rettilineizzazione del passaggio dorso lombare (estensione)
  • La cifosi dorsale si amplifica

2 trimestre:

  • Il seno aumenta di volume e di peso: aumento della cifosi dorsale e lordosi cervicale, stress meccanico a livello della zona pettorale e anteriore del collo
  • L’utero continua ad aumentare di volume in direzione anteriore
  • Antiversione del bacino causata dalla trazioni dei legamenti tra il sacro e l’utero
  • Aumento delle curve della colonna in senso antero posteriore
  • Tensione a livello della linea alba, dei muscoli retti dell’addome con conseguente ripercussione sui loro punti di inserzione sullo sterno e sul pube
  • Gli organi addominali tendono a dislocarsi posteriormente e lateralmente per mancanza di spazio
  • Aumento della pressione a livello della vescica e del tratto dell’ultima parte del colon portando stasi venosa
  • Aumento della pressione a livello di tutto il microcircolo venoso e linfatico che può di conseguenza portare edema a carico degli arti inferiori
  • Con l’aumento della lordosi lombare si allungano i muscoli della fascia toraco lombare, il quadrato dei lombi e i legamenti del diaframma
  • Stress meccanici a livello delle ultime coste

3 trimestre:

  • A partire dalla seconda metà della gestazione il corpo scarica le forze gravitazionali a livello del pube per adattarsi ai cambiamenti di volume e peso
  • Ulteriore aumento delle curve antero-posteriori, e aumento dell’estensione del capo
  • Ulteriore antiversione del bacino
  • Coinvolgimento dei muscoli piriformi (possibile sede di incarceramento del nervo sciatico) e muscoli otturatori esterni che portano in rotazione esterna i femori
  • Il passaggio tra lombare e dorsale si rettilineizza ulteriormente

Cambiamenti sul piano frontale in gravidanza (posturali):

  • Aumento della base di appoggio per scaricare in modo migliore il peso a terra
  • Aumento della volta plantare
  • Extrarotazione del femore
  • Rotazione esterna delle ossa iliache per ingrandire il bacino
  • Espansione del torace soprattutto nelle ultime coste

Cosa valuta un osteopata durante l’esame posturale?

  • Osservare delle curve della colonna se sono ben distribuite
  • Osservare la tensione dei muscoli addominali
  • Osservare l’allineamento sterno ombelico pube
  • Osservare la distribuzione dei carichi a livello del bacino e degli arti inferiori (orientamento piedi e carico sui piedi)
  • Osservare se i movimenti della colonna e delle coste sono armonici
  • Testare l’elasticità della cassa toracica e del diaframma
  • Palpazione dei muscoli pettorali
  • Palpazione del coccige e valutazione della sua mobilità
  • Palpazione e valutazione della tensione dei muscoli glutei, paravertebrali lombari e muscolatura delle gambe
  • Test a livello delle articolazioni tra l’osso sacro e il bacino, anche e pube

Indicazioni per l’approccio osteopatico in gravidanza

2° TRIMESTRE:

  • Assicurarsi che tutte le articolazioni del bacino siano libere in moda da consentire l’espansione dell’utero
  • Valutazione e trattamento della zona pelvica e legamenti uterini (anche nel 3 trimestre)
  • Trattamento dei diaframmi

3 TRIMESTRE:

  • Valutazione e trattamento della zona tra cervicale e dorsale, prime coste, clavicole e articolazioni delle spalle
  • Assicurarsi che la colonna abbia una buona mobilità
  • Trattamento sul pavimento pelvico aiutandoci con massaggio a casa della zona del perineo con dell’olio
  • Trattamento del sacro e del coccige

Sport: cosa può fare la futura mamma, anche a casa

Praticare sport durante la gravidanza aiuta non solo il corpo ad affrontare i cambiamenti che avverranno durante i nove mesi, ma anche la mente a superare paure, stress e gli effetti dei processi ormonali. Ma quale attività si possono praticare in un periodo così importante nella vita di una donna?

Sono consigliati sport con allenamento non troppo intenso come il camminare, il nuoto con le dovute attenzioni, esercizi aerobici a basso impatto, lo yoga e il pilates.

Camminare: le future mamme che praticano un’attività di tipo aerobico come camminare solitamente soffrono di minori disturbi fisici nel corso dei nove mesi della gravidanza. I vantaggi e i benefici sono infatti molteplici. Oltre a essere la forma di movimento più comune ed economica, è a basso impatto e non è traumatica. Camminare in gravidanza attiva la circolazione periferica e allevia la sensazione di pesantezza e gonfiore degli arti inferiori tipica soprattutto degli ultimi mesi di attesa, senza dire che il peso è più facilmente sotto controllo. Infine, da un punto di vista psicologico, muoversi attiva il rilascio di sostanze come le endorfine, che procurano una sensazione di benessere.

È importante indossare le scarpe giuste, le migliori sono quelle da running; è consigliabile camminare tutti i giorni per almeno 30 minuti. È importante portare con se una bottiglietta d’acqua per reidratarsi.

Il tipo di terreno migliore per camminare sono i sentieri in terra battuta, meglio evitare, invece, l’asfalto, perché a lungo andare l’impatto con la superficie dura e non elastica può infiammare i tendini, così come la sabbia che, essendo troppo cedevole, può aumentare il rischio di distorsioni. È importante inoltre controllare il battito cardiaco e il numero di polsazioni.

Nuoto o ginnastica in acqua per gestanti: è uno degli sport migliori da praticare durante la gravidanza, poiché offre numerosi benefici in termini aerobici, coinvolge i principali gruppi muscolari, è un’attività a basso impatto e protegge giunture e legamenti in quanto si è soggetti meno alla forza di gravità.

Yoga in gravidanza: diverse ricerche scientifiche hanno confermato che la pratica dello yoga è sicura e ricca di effetti positivi sia per le donne che per i loro bambini.

Fare yoga durante la gravidanza può aiutarti a:

  • Migliorare l’equilibrio (fisico e mentale): con l’evoluzione naturale della gravidanza e l’aumento del volume della pancia, si modificherà anche il baricentro. Praticare yoga può aiutare con il passare dei mesi a mantenere una corretta postura e un buon equilibrio fisico. Inoltre, attraverso gli esercizi di respirazione si regolarizza l’equilibrio emozionale: rilassandosi e respirando con consapevolezza si presta  più attenzione ai segnali inviati dal corpo ed si può entrare in connessione con se stessi e con il bambino. Le inspirazioni profonde e calme aiutano il sistema parasimpatico a regolare la pressione e il battito cardiaco, a migliorare la digestione e il riposo notturno e a fortificare il sistema immunitario.
  • Attivare la circolazione sanguigna e linfatica, contribuendo quindi a ridurre il gonfiore e la pesantezza alle gambe.
  • Ridurre i sintomi che spesso accompagnano la gravidanza come la stanchezza, i dolori a livello lombare, la nausea, la costipazione, la cefalea e la fatica a respirare.
  • Aumentare la forza, la flessibilità e la resistenza muscolare, utili per il travaglio e il parto.
  • Ridurre ansia e stress: quando hai paura o senti dolore il tuo corpo produce adrenalina, che provoca una riduzione nel sangue di ossitocina (l’ormone che contribuisce a far progredire il travaglio verso il parto). La pratica yogica, calmando il corpo e la mente, riduce i fattori che portano il corpo a produrre adrenalina, aiutandoti durante i difficili momenti del parto.

Pilates in gravidanza; gli obiettivi del pilates in gravidanza sono:

  • Rilasciare e rinforzare i muscoli della schiena, sottoposti a particolari tensioni dovute allo spostamento del baricentro e all’aumento di peso
  • imparare a controllare tensione e rilassamento del perineo con la respirazione
  • riattivare la circolazione reflua (venosa e linfatica), in modo da prevenire i tipici gonfiori agli arti
  • rinforzare la muscolatura addominale
  • imparare tecniche di rilassamento che contribuiranno al benessere fisico e psichico della mamma durante e dopo il parto
  • mantenere il contatto con il proprio corpo e allenare la percezione, grazie alle tecniche di meditazione e danzaterapia.

Massaggio, un aiuto in più e sempre ben accetto.

  • Massaggio della zona del perineo con dell’olio nelle ultime sei settimane di gravidanza . Massaggiare regolarmene il perineo (l’area tra la vagina e l’ano) può aiutare a rendere i tessuti più flessibili ed elastici. In questo modo aumentano le probabilità che rimanga indenne da lacerazioni o che non si ricorre a episiotomia.

 

Scopri qui quali puoi sport praticare in gravidanza!

Il parto: modificazioni e possibili ripercussioni a livello osseo /corporeo. 

Durante l’espletamento del parto avvengono una serie di modifiche nella madre, nel feto e nei rapporti anatomici tra in bacino materno e il bambino. Distinguiamo quindi:

  • Fenomeni materni o dinamici in cui avvengono le modifiche delle parti molli del canale del parto, cioè segmento uterino inferiore, collo dell’utero e vagina;
  • fenomeni fetali o plastici che indicano la posizione del feto più adatta a poter oltrepassare il canale del parto osseo (il bacino);
  • fenomeni materno-fetali o anche detti meccanici che interessano le modifiche dei rapporti anatomici del bambino nel bacino della madre.

I fenomeni dinamici (cioè quelli materni) corrispondono alla fase dilatante, mentre i fenomeni meccanici e i plastici (materno-fetali e fetali) coincidono alla fase espulsiva del parto.

Per tutti questi fattori è importante per la futura mamma avere il bacino più mobile e simmetrico possibile e la muscolatura pelvica e perineale flessibile ed elastica per permettere al feto il passaggio nel canale del parto con facilità ed evitare rischio di lacerazioni o che insorgano difficoltà nella fase di dilatazione.

L’osteopatia in ospedale in aiuto alle neo mamme (puerpere)

L’osteopatia in ospedale, ma soprattutto in terapia intensiva neonatale, si inserisce in un complesso di trattamenti, tutti importanti e delicati (farmacologici, fisioterapici, neurocomportamentali, etc) e che tengono conto della presa in carico del neonato nella sua globalità, compresa  anche la famiglia. Per questo motivo non è semplice evincere il suo ruolo specifico. Sicuramente il contributo che l’osteopatia può dare nel favorire una migliore omeostasi ed equilibrio a soggetti così “instabili”, anche se difficilmente “quantificabile”, come qualsiasi altro aspetto della “cura”, è comunque rilevante.

I risultati sono miglioramenti nell’equilibrio neurovegetativo, minori complicazioni e mediamente il favorire un buon decorso, soprattutto nei prematuri.

La figura dell’osteopata in ospedale è molto importante perché può valutare e trattare subito traumi da parto o disfunzioni che presenta il bambino. Importante al pari di screening e prevenzione. In Italia non è ancora considerata a questi livelli, ma le cose si stanno muovendo in questo senso e, fortunatamente, si muovono abbastanza velocemente e in modo positivo, tutto a vantaggio di mamme e bimbi. 

Il puerperio: conseguenze del parto nella vita quotidiana 

Accortezze della mamma e intervento dello specialista

I dolori e gli inconvenienti della gravidanza e del travaglio sono molto conosciuti e ormai vi sono molte metodiche (naturali o meno) per affrontarli. Meno conosciuto è il mondo del post parto, bellissimo perché finalmente è nato il nostro bambino ma non per questo senza piccoli disturbi e dolori.

Cosa può fare l’osteopata nel post parto e quali disturbi può trattare?

L’intervento dell’osteopata è molto utile dopo la gravidanza e varia a seconda del tipo di parto a cui ci si è sottoposti.

Se il parto è naturale l’osteopata va a :

  • verificare la mobilità del sacro e della colonna
  • Se durante questo tipo di parto naturale è stata effettuata la manovra di Kristeller, possono insorgere dei problemi quali traumi costali che, a loro volta, possono indurre a problemi digestivi. I problemi di mobilità costale, inoltre, possono determinare delle difficoltà nell’allattamento.
  • Verificare la mobilità dell’intestino nel riadattamento post parto è essenziale
  • Verificare che l’utero si sia riposizionato correttamente.

Dopo un parto cesareo, invece, se non è programmato (cesareo d’urgenza che segue al travaglio) si possono presentare tutti i problemi spiegati sopra e relativi al parto naturale, poiché spesso il parto non viene portato a termine perché molto difficile partorire nelle condizioni tipiche di un parto naturale. Quindi ai problemi che seguono un parto “naturale”, si aggiungono quelli dovuti al cesareo.

Se il parto cesareo è programmato, l’osteopata è utile nel trattamento della cicatrice. Subito dopo la cicatrizzazione definitiva (circa 3 mesi), il trattamento osteopatico è essenziale per liberare le aderenze che certamente si sono create e liberare la mobilità dell’utero e dell’intestino prevenendo lombalgie e disturbi viscerali.

Durante i mesi successivi al parto possono insorgere dolori alla schiena, alle braccia e ai polsi, dolori dovuti al riadattamento posturale e al peso che sostiene la mamma nel portare in braccio e allattare il bambino. Per questo motivo sono utili i trattamenti osteopatici.

Per mobilizzare il corpo e permettere un riadattamento posturale più veloce, si consiglia l’utilizzo di fasce e cuscini per l’allattamento.

Il neonato: perché portarlo dall’osteopata?

Quali i motivi per cui maggiormente i neogenitori hanno bisogno di rivolgersi all’osteopata?

Anche per quanto riguarda il neonato è importante ricordarsi il concetto del movimento come vita: la qualità del movimento, in tutte le sue forme, a cominciare da quando ci troviamo nella pancia della nostra mamma, rispecchia la qualità della nostra vita e della nostra salute.

La salute è la capacità di ricevere diversi stress e rispondere favorevolmente attraverso una dinamica appropriata a qualunque livello (articolare, muscolare, cellulare,ecc).

Poche mamme e pochi papà sanno che l’osteopatia è una metodica che, in alcune sedute, se non vi è la presenza di alterazioni strutturali riconosciute dal pediatra, può risolvere disturbi comuni del neonato.

Queste problematiche hanno origine durante la vita intrauterina, il travaglio o il parto, cioè quando le ossa del cranio sono sottoposte a molte tensioni.

Durante il travaglio e il parto, il cranio del neonato si compatta per divenire più resistente e più piccolo in modo da poter avere un passaggio più agevole nel canale uterino. Il bambino compie rotazioni e grazie alle contrazioni che lo comprimono viene espulso tra le ossa pelviche. Purtroppo questa fase può variare molto da parto a parto, per quanto riguarda la durata e le complicazioni (nascita prematura, posizione podalica, l’utilizzo di strumenti quali forcipe e ventosa, farmaci antalgici, acceleratori o rallentatori del ritmo delle contrazioni, anestesia epidurale, taglio cesareo, cordone ombelicale al collo, distocia di spalla e manovre ostetriche).

Successivamente le forze meccaniche che si sviluppano dai movimenti associati alla respirazione, il pianto e la suzione durante l’allattamento fanno si che le normali forze di autoregolazione del corpo correggano la sovrapposizione delle suture tra le ossa. Tutte le sollecitazioni durante un parto con complicazioni avranno delle possibili ripercussioni sulla base cranica e sui nervi che vi contraggono rapporto, sul sistema neurovegetativo ma anche sul sistema posturale e muscolare.

Negli ultimi anni molti ospedali hanno inserito l’osteopata  all’interno dei reparti di neonatologia, pediatria e terapia intensiva neonatale (per es. l’Ospedale di Vimercate, Ospedale Meyer di Firenze, Ospedale Buzzi di Milano e molti altri). In queste strutture si sono fatti numerosi studi scientifici che hanno dimostrato l’effetto positivo del trattamento osteopatico nel neonato.

Indicazioni al trattamento osteopatico del neonato

Il trattamento osteopatico può essere effettuato già nei primi giorni di vita oppure alla comparsa di sintomi, sempre dopo consulto pediatrico.

Le problematiche più comuni dove i trattamenti osteopatici possono essere efficaci per il neonato sono:

  • Plagiocefalie
  • Coliche
  • Rigurgito, reflusso
  • Disturbi del sonno
  • Strabismo
  • Irritabilità e pianto nel bambino
  • Stipsi
  • Torcicollo congenito
  • Problemi O.R.L. (otiti ricorrenti, congestioni, ecc.)
  • altre

Come avviene un trattamento osteopatico al neonato?

Inizialmente è importante costruire un rapporto di fiducia con il bambino prima dell’inizio della seduta, accogliendolo ed entrando in relazione con lui attraverso giochi e sorrisi. Durante l’inizio della visita, l’osteopata valuta con attenzione la struttura fisica del bambino, sia da fermo sia in movimento , lo ascolta con le proprie mani delicatamente per sentire eventuali zone di tensione. Dopo un attenta valutazione si effettua il trattamento che prevede dei tocchi  e delle manipolazioni molto leggere sul corpo e sul cranio nel bambino per migliorare la mobilità dei tessuti e ridurre le tensioni presenti precedentemente valutate.

È importante, inoltre, durante la seduta la presenza ed il coinvolgimento attivo dei genitori, ai quali devono essere fornite tutte le spiegazioni necessarie a dare chiarezza e fiducia. A volte l’osteopata può dare dei consigli da adottare nella cura quotidiana del piccolo al fine di mantenere il nuovo equilibrio ottenuto dal trattamento osteopatico.

Personalmente, penso che ogni piccolo che nasce dovrebbe essere visto da un osteopata pediatrica per alleggerire, anche in assenza di sintomi, l’esperienza del parto e le tensioni rimaste della vita intrauterina.

Poi con la crescita è consigliato rivolgersi al proprio osteopata pediatrico di fiducia, per seguire il bimbo nei suoi processi evolutivi.

Anna Pedrotti – Osteopata

Vuoi approfondire l’argomento? Ti servono più dettagli?

Compila il form di contatto qui a destra per contattare direttamente Anna.

Ti serve un consulto personalizzato?

    Autorizzazione al trattamento dei dati personali e sensibili secondo la vigente normativa GDPR. Per maggiori informazioni su come Mamma Sportiva raccoglie e utilizza i tuoi dati, consulta l'informativa e le Policy (Privacy e Coookie) nel footer del sito.
  • Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.