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Nuoto in gravidanza e maternità

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Praticare nuoto in gravidanza, dopo il parto e con i bimbi: ecco come.

 

Il nuoto, sport completo e “dolce”, perfetto dalla gravidanza in poi

Il nuoto, sport dai mille benefici e genericamente consigliato anche come terapeutico per (quasi) ogni occasione, è uno degli sport più salutari, completi e vivamente suggeriti, fin da piccoli. Indicato ad ogni età, non necessita di attrezzatura particolare e può essere praticato in piscina, al mare, al lago…

È uno sport completo, perché favorisce lo sviluppo di tutta la muscolatura. Non presenta rischi di traumi o infortuni né ha particolari controindicazioni, se non particolari situazioni mediche in cui lo specialista lo sconsigli. Ottimo praticato da solo, perfetto se combinato ad altre discipline, per un allenamento davvero completo.

Ecco qui tutti i benefici:

  • Sviluppa la muscolatura e ne rinforza il tono, grazie alla resistenza dell’acqua
  • Allena il cuore, perché è un’attività aerobica.
  • La pressione idrostatica favorisce il ritorno venoso (quindi migliora la circolazione).
  • Riduce la pressione arteriosa, migliora i livelli di glucosio, riduce i grassi nel sangue, contribuendo ad evitare i rischi di malattie cardio-vascolari come infarto e ictus.
  • Se viene curata la tecnica, il rischio d’infortunio è pari a zero.
  • Utile per mantenersi in forma, se associato ad una corretta alimentazione e ad uno stile di vita sano, aiuta a perdere peso.
  • Va benissimo per correggere la postura, per chi soffre di lombalgia, di scoliosi o di mal di schiena passeggero.
  • Perfetto anche per i dolori alle articolazioni, o come recupero post infortunio per la rieducazione al movimento.
  • Promuove il rilassamento, sgombera la mente e dona una sensazione di benessere diffusa.
  • Il contatto con l’acqua risulta molto benefico a livello psicologico, poiché ci riporta al nostro stato primordiale, quando eravamo nel pancione della mamma.

Praticare il nuoto in gravidanza 

Nuoto in gravidanza: un must per stare alla grande

Grazie alla gravità molto ridotta data dal sostegno dell’acqua, in gravidanza il nuoto è lo sport consigliato per antonomasia. Ne beneficiano, innanzitutto, la colonna vertebrale e i piedi, che non devono sopportare il peso del corpo. Per tutto il tempo della permanenza in vasca, ti puoi quasi dimenticare di essere incinta!

Quando uscirai, hai una bellissima sensazione di distensione della schiena e di leggerezza alle gambe (che sono anche sgonfie!). Tutta la tua muscolatura si allena, anche se tu “non te ne accorgi”.

L’attrito dell’acqua lavora per te in due modi:

  • opponendo resistenza, quindi facendoti allenare i muscoli (anche se vai piano),
  • “massaggiandoti” il corpo, con un effetto benefico sia a livello fisico-estetico, sia psicologico.

Inoltre, e parlo per esperienza diretta, sentire il tuo bimbo muoversi nel pancione mentre stai nuotando è una sensazione bellissima: sembra di essere entrambi sospesi in una bolla d’acqua.

I consigli per praticare il nuoto in gravidanza al meglio:

Il nuoto è considerato uno sport dolce in gravidanza. Ovvio che devi attenerti ad alcuni consigli, come ad esempio:

  • non sforzarti mai e non arrivare mai ad avere il fiatone o la sensazione di mancamento.
  • Vai con calma e fai delle pause per riposarti.
  • Non allenarti fino a sentire che ti aumenta la temperatura corporea.
  • Il tuo allenamento deve permetterti un pieno recupero entro 15 minuti dalla fine della nuotata.
  • Ricordati che il battito del tuo bimbo va quasi al doppio del tuo…tieniti monitorata la frequenza cardiaca con un apposito dispositivo (fascia cardio collegata ad uno smartband – bracciale/orologio fitness).
  • Se sei stanca, se non te la senti, non ti forzare.

 

Vuoi saperne di più sul monitoraggio dei battiti in gravidanza durante lo sport? Leggi l’articolo nel blog!

 

Quante volte alla settimana fare nuoto in gravidanza?

Non esiste un parametro che vada bene per tutte. Come spesso ripeto, dipende molto dal livello di preparazione pre-concepimento. Una nuotatrice navigata, può allenarsi anche tutti i giorni. In media, si consigliano 2-3 nuotate a settimana. Quando fa caldo, comunque, nuotare diventa una vera e propria benedizione!

In quale stile è meglio nuotare in gravidanza?

RANA: è il migliore;  tranquillo e pacifico, non obbliga a nessuna torsione del tronco e del collo, che possono dar fastidio durante la respirazione (già faticosa di suo). Inoltre allena i gruppi muscolari che più ti interessano.

DORSO: in acqua anche questo stile va benissimo. Stai solo attenta se ci sono altre persone nella tua stessa corsia. Se gli altri non si accorgono che sei incinta, devi preoccuparti tu di proteggerti da eventuali urti.

STILE LIBERO: se ce la fai, buon per te. Se la tua tecnica è già ottima, non avrai problemi. Io, personalmente, faccio un pochino fatica a respirare da quando sono incinta. Mi risulta difficoltoso, così ho scartato il crawl dalle mie opzioni.

DELFINO/FARFALLA: come si dice? Ma anche no. Sono stili difficili e complessi, che richiedono già un alto livello di sforzo in condizioni normali, figuriamoci in gravidanza.

Paura di annoiarti? Tavoletta, pinne, palette: gli accessori ti aiutano a variare ritmi, tecniche, stili ed esercizi, giusto se hai paura di non reggere continuando a fissare la linea blu. Per esempio, puoi fare delle vasche utilizzando solo le gambe, alternando i movimenti tra stile libero e rana. In questo modo attiverai anche molto bene la circolazione.

Nuoto dopo il parto e nei primi 6 mesi del bimbo 

Quando riprendere a nuotare dopo il parto

Proprio per il suo essere dolce, lasciato passar il fisiologico periodo di riassesto e, soprattutto, se e quando te la senti, puoi riprendere a nuotare dopo il parto quando vuoi.

Anzi, è perfetto per affrontare la grande stanchezza di cui si soffre nei primi periodi dopo il parto e per alleggerirsi un po’.

Capirai anche da te che il nuoto, più di tanti altri sport, è una disciplina dall’esecuzione solitaria. Non è possibile nuotare con il bambino e io non vorrei vedere nemmeno la più fanatica delle sportive gonfiare un canottino, adagiare il bimbo al suo interno, legarsi il canottino alla caviglia, per esempio, e trascinarlo per mari o laghi. Se ti è sembrata una grande idea…non farlo! La possibilità che si ribalti è altissima. Portare in vasca con noi il nostro bimbo non è proprio possibile? Certo, ma per un suo approccio all’acqua o per un momento condiviso, che però non è nuoto. A quel punto parliamo di acquaticità, sport che ha un suo spazio in un’altra scheda.

Condividere il nuoto con il proprio bimbo

Nuotare con i propri bimbi

Come dicevo poco fa, non hanno ancora inventato un modo sicuro per poter nuotare portandosi un bimbo appresso. Ma lo scopo di Mamma Sportiva è darti un modo per condividere la tua esperienza sportiva con il tuo piccolo, giusto? Ebbene, potrai avvicinare il tuo cucciolo al nuoto fin da piccolissimo, con l’acquaticità, appunto. Per il nuoto, invece, dovrai aspettare che sia un poco più grandicello. Può iniziare anche verso i 3 anni, con dei corsi di avvicinamento, per poi frequentare vere e proprie lezioni tecniche a partire dai 5-6 anni.

Molti pediatri e altri specialisti come gli ortopedici lo consigliano perché sostiene e promuove un corretto sviluppo della muscolatura, della postura, fa bene alle articolazioni, stimola i riflessi e la coordinazione dei movimenti. Non meno importante, aiuta a neutralizzare la paura dell’acqua, cosa molto positiva a livello psicologico per il bimbo, che ne guadagna in sicurezza di sé e autostima (e per te, in tranquillità).

Per i bimbi che soffrissero di disturbi dell’apparato respiratorio, poi, fare nuoto in contesti termali è di grandissimo aiuto alle terapie classiche. Si diverte, gode di ogni beneficio di questo bellissimo sport e, in più, si cura.
In conclusione, per poter condividere una nuotata con il tuo bimbo devi aspettare qualche annetto ma la tua pazienza sarà sicuramente rincompensata.

Lo sport in breve

Quando praticare Nuoto?

  • Da 1 a 2 anni
  • Da 6 mesi a 1 anno
  • Fino a 6 mesi
  • Oltre 2 anni
  • Post parto
  • Primo trimestre (0/3 mesi)
  • Secondo trimestre (3/6 mesi)
  • Terzo trimestre (6/9 mesi)
Doona
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