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Perché non dimagrisco? Cosa si nasconde dietro i miti del cibo.

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Fai attenzione a ciò che mangi e ti muovi ma non dimagrisci?

Mangi bene, mangi sano, eppure la bilancia non si muove. Ecco qualche perché

Bene, il famoso “lunedì inizio la dieta è arrivato”!

Magari non proprio di lunedì, ma poco importa. Quel che è importante è che hai iniziato a prendere “il toro per le corna” e il tuo obiettivo è domare la bilancia (oltre alla fame). Così hai stilato una lista della spesa degna di Kayla Itsines (quella della App Sweat, per chi non la conoscesse, la Chiara Ferragni del fitness, per intenderci), hai cucinato tutto a puntino, seguito le indicazioni di qualche amica/zia/cugina/fitness vlogger etc.

Oltre a ciò, magari hai anche iniziato a fare/rifare sport perché sei brava e sai che ok l’alimentazione, ma ci vuole anche l’attività fisica. In teoria tutto perfetto. Il tuo piano è preciso, sei determinata e caparbia e poi arriva il fatidico giorno della pesata…ed è shock!

Non si è mossa di un etto. Magari è pure aumentata.

Se fai parte della (moltitudine) di persone che hanno provato o provano tutt’ora questa terribile esperienza, questo post è per te. Indaghiamo insieme qualche causa e cerchiamo di capire come porvi rimedio.

Se non dimagrisci, quasi sempre il problema è legato a ciò che mangi e a come lo mangi

In questo paragrafo andiamo a rispondere a tre comuni perplessità:

  • Perché non dimagrisco? Eppure mangio bene!

  • Perché non dimagrisco? Eppure mangio sano!

  • Non mangio ma non dimagrisco o ingrasso!

Che differenza c’è? Ti chiederai tu. Una non vale l’altra? Assolutamente no. Altrimenti non esisterebbero due aggettivi differenti…e nemmeno le perplessità ad essi legate!

PREMESSE DOVEROSE

  1. Premettendo il fatto che queste sono “regole di massima” e che non sono applicabili in questa maniera nei casi di malattie conclamate come l’obesità, il diabete, i problemi ormonali e/o alla tiroide e/o altre particolarità/malattie metaboliche…se non hai nessuna patologia da dichiarare, allora, molto probabilmente, rientri nella casistica comune. Un controllo dal medico è sempre e comunque una buona idea!
  2. La bilancia non è il migliore indicatore dei nostri progressi. Utile, sì, ma non la più affidabile. A livello casalingo, lo specchio e come ti stanno i vestiti sono molto meglio, ad esempio. Un professionista ha poi altri strumenti più accurati per capire cosa succede. Ma andiamo con ordine.

Cosa significa mangiare bene

In estrema sintesi, mangiare bene significa dare al corpo tutto ciò che gli serve per funzionare al meglio. Questo meglio, va dato nel modo migliore possibile, nella giusta quantità e, possibilmente, della migliore qualità e combinato nel miglior modo. Ti pare complicato? Non più di tanto a dire il vero!

Tra le righe leggi: COSA, COME, QUANTO, QUALE cibo mangiare.

COSA

Per il cosa, riducendo all’osso, stiamo parlando di macro e micro nutrienti fondamentali: carboidrati, proteine, grassi, acqua, minerali, vitamine, aminoacidi. Perché il nostro corpo è questo che vede nel cibo. Non la sua forma, non il sapore, non la presentazione da Master Chef, ma ciò che contiene. Un’accozzaglia di informazioni chimiche che generano determinate reazioni chimiche. Non voglio toglierti la poesia; il cibo è piacere, è emozione, è convivialità…per la nostra mente e per i sensi. Per il corpo, invece, è chimica. E così è. 

COME

Un pollo è sempre un pollo, no? No. Un pollo allo spiedo è differente da un pollo alla piastra, come è differente da un arrosto di pollo o da una cotoletta di pollo impanata. L’olio extravergine di oliva avrà un effetto sul tuo corpo se lo mangi crudo, come condimento. Tutt’altro lo avrà se lo friggi per farti la bistecca impanata di cui sopra. Metodi di preparazione del cibo e di cottura sono determinanti ai fini del risultato. Le ali di pollo sono speciali…sì, ma non sono esattamente sinonimo di mangiare bene o sano.

La combinazione degli alimenti è un altro fattore fondamentale per raggiungere l’obiettivo. Ci sono delle “regole” da rispettare, perché il corpo non è stupido. Se mescoli troppe cose, seppur sane, non rispetterai la regola del “mangiare bene”. 

QUANTO

Ognuno di noi ha bisogno di un certo quantitativo di nutrienti per stare bene, in una determinata combinazione e, non di meno, per raggiungere un obiettivo come, ad esempio, dimagrire. Non esiste calo di peso o dimagrimento (non sono la stessa cosa!) senza un deficit calorico. Quindi, ponendo di aver fissato un obiettivo realistico e sano (5 kg in 3 mesi possono essere realistici, 5 kg in 2 settimane un po’ meno!), è compito di un professionista quantificare il tuo bisogno calorico giornaliero, o fabbisogno, rapportarlo al tuo obiettivo e farti raggiungere tale obiettivo mantenendo il tuo corpo in salute e, possibilmente, aiutarti a fare tuo un nuovo stile di vita, utile anche per evitare l’effetto rebound (cioè il tornare come prima, o peggio di prima, nel malaugurato caso tu decidessi di mollare tutto!).

Il quanto serve anche per rispondere alla perplessità del “non mangio ma non dimagrisco”. Il corpo è una macchina perfetta e intelligente. Se lo tieni indietro, a stecchetto e in carestia, oltre a rischiare di ammalarti, di sicuro ne rallenti l’attività metabolica, ti stressi per nulla (e anche il cortisolo fa ingrassare) e non ottieni il risultato che vorresti. Bisogna mangiare il giusto e avere la PAZIENZA di fare le cose con i dovuti tempi e modi.

QUALE

E qui tocchiamo il tasto del CIBO SANO. Quando scegliamo cosa, come, quanto, non da meno la nostra attenzione deve essere il quale cibo mangiare. La risposta più semplice è: quello più sano possibile. Di stagione, le materie prime, il cibo meno lavorato/manomesso/addizionato di porcherie a livello industriale possibile, quello ad alto valore biologico, di qualità, con provenienza seria tracciabile.  

Il burger veggie può essere sinonimo di mangiare bene, ma sarà davvero sano? Dipende da come lo fanno e cosa ci mettono dentro 😉 Come tutti i prodotti industriali. Per questo LEGGERE LE ETICHETTE NUTRIZIONALI è fondamentale! 

Quindi…

DIMAGRIMENTO CORRETTO = MANGIARE BENE + MANGIARE SANO + MANGIARE MENO + (SPORT IN MODO INTELLIGENTE)

In poche parole, non basta mangiare bene, o mangiare sano, o mangiare meno.

Per stare bene, in forma, per dimagrire le regole fondamentali sono: mangiare bene + mangiare sano + mangiare meno!

Se togli un addendo all’equazione, l’equazione non funziona. Punto.

Lo sport è fra parentesi perché non è obbligatorio, ma vivamente consigliato, per diversi motivi:

  • migliorare la qualità dell’obiettivo che possiamo raggiungere
  • migliorare la nostra salute
  • evitare l’effetto palloncino sgonfio, cioè la pelle vuota e penzolante che resta per effetto dello svuotamento dalla ciccia

Detto questo, ci colleghiamo direttamente agli altri due punti in scaletta.

Non dimagrisco dopo il parto e non so perché

Rispetto a quanto detto sopra, per il post partum c’è da considerare la particolare bomba ormonale in circolo nel corpo…che rende le cose non tanto più difficili, semmai meno scontate. L’accudimento del piccolo, poi, costa alla donna un dispendio di energia non indifferente che, se mal sostenuto, si rivela frustrante e, nel peggiore dei casi (quando si ingrassa), un vero disastro.

Potrei dirti che, come per la gravidanza, non bisogna mangiare per due, ma due volte meglio! Il crollo dei progestinici, l’elevata produzione di cortisolo (l’ormone dello stress) dato “dall’ansia da prestazione” e dalle fatiche da puerpera (poco sonno e male, fatica fisica dell’accudimento), allattamento al seno (per chi lo fa): questo è un po’ quello che succede. Poi capisci come sia facile arrivare alla mancanza di serotonina (ormone della felicità) e, alla peggio, alla baby blues (depressione post partum).

Tante donne dicono: ci manca solo il mettermi a dieta! In realtà non è la dieta, ma un’alimentazione sana e più regolare, cosa che potrebbe essere di grande aiuto anche per avere un po’ di energia in più nella quotidianità di mamma! Se non altro eviterebbe di lievitare una volta arrivate a casa.

Ultima, e non per importanza, la questione allattamento e dimagrimento.

Allatto e non dimagrisco. Perché?

Di norma, il dispendio di energia richiesto per allattare un bimbo porta ad accelerare il processo fisiologico di “ritorno alle origini” del corpo della mamma.

Sottolineo “di norma”. Ma cosa vuol dire? Vuol dire in condizioni di alimentazione normale, un minimo di movimento (passeggiate quotidiane col bambino in passeggino, ad esempio), qualche forma di socialità (andare alla pesata, vedere le amiche del corso pre-parto, cose così).

Chiudersi in casa, non muovere un passo, cucinare manicaretti come se fossimo le chef della migliore trattoria d’Italia (che pur buoni di sapore, non son di certo sani), lanciarsi alla credenza e al frigorifero come se stessimo per fare la scorta per un’imminente guerra mondiale, raid in pasticceria 3 volte al giorno…ecco, queste sono alcune delle risposte alla domanda titolo di paragrafo.

Volendo essere più professionali, possiamo imputare alcune (non tutte) colpe alla prolattina, alla relaxina e all’ossitocina, gli ormoni in circolo in allattamento.

Ma, ripeto, non tutte. La pancia che non si sgonfia, la ciccia che si deposita, i kg che non se ne vanno, sono di nostra responsabilità.

Perché sì, si può dimagrire anche in allattamento. E questo sarà oggetto del post della prossima settimana…quindi, continua a seguirmi!

Tutti questi argomenti, poi, saranno oggetto della serie di incontri che promuoverò a breve dal titolo “COSA METTO NEL PIATTO”. Ti darò presto notizia. Intanto, se sei interessata, mandami un messaggio via Messenger alla mia pagina FB e prenderò nota del tuo nome 😉

Alla prossima settimana…stay tuned, stay fit!

 

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