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Sciare con un bimbo? Anaïs ci racconta come fare!

Viaggi per Famiglie leader

Intervista ad Anaïs, amica e maestra di sci, che si allena anche con Sofie, la sua piccola di 3 anni.

Sapete che per me c’è differenza tra l’essere sportiva e l’essere una mamma sportiva. Per me, mammasportiva, tutto attaccato, significa il momento in cui si condivide l’attività o l’allenamento con i propri figli. In altro modo, si ì delle mamme…e delle donne sportive.

Quando penso ad una mamma sportiva, penso alla mia amica Anaïs. Ci siamo conosciute a Milano, durante la formazione come istruttrici MammaFit e di lei ho sempre apprezzato la genuina follia, l’intraprendenza, il saper trovare spesso punti di vista diversi e decisamente intelligenti e sopra le righe e, di sicuro, il fatto che, come me, trova sempre ingegnose soluzioni.

Lei è, tra le tante cose, anche maestra di sci. Allenarsi non è semplice, essendo anche mamma. Ecco cosa mi ha raccontato…sperando, anzi sono sicura, che possa essere d’ispirazione anche per te!

Ciao Anaïs, innanzitutto grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande.

Quando penso a una Mamma Sportiva, penso a te. 

Anche tu, come me, sei una che sfrutta al massimo ogni strumento/attrezzatura e possibilità per riuscire a coniugare la tua passione per lo sport e l’essere mamma. 

Il desiderio e/o l’esigenza di allenarsi possono convivere anche con lo stare con i propri figli. Così, quando ti ho vista sciare con Sofie, ho voluto assolutamente sapere tutto di quest’attività, che potrebbe essere d’esempio e aiuto per tante mamme…ma anche papà sportivi! 

D. Dunque, tu sei, tra le mille attività, anche una maestra di sci…in questo periodo lavorerai tantissimo…allenarti e stare anche con la tua piccola non sarà semplice. Raccontami delle tue giornate da mamma e da sportiva.

R. Le persone che lavorano con contratti stagionali fanno una vita un po’ “al contrario”, se così la vogliamo definire: mentre tutte le persone sono in vacanza noi lavoriamo per loro, perché possano portarsi a casa un’esperienza positiva. Durante questo periodo i ritmi di lavoro sono assurdi. Non esagero quando parlo di 12-13 ore di lavoro al giorno e spesso i giorni liberi sono inesistenti, almeno in altissima stagione.

Durante la stagione cerco sempre di mantenere un giusto equilibrio tra vita privata, sport e lavoro. Mia figlia Sofie va all’asilo nido tre volte la settimana e gli altri giorni in cui lavoriamo (abbiamo dei contratti a chiamata), ci appoggiamo ai nonni o ad alcuni amici.

Specialmente in altissima stagione mi è impossibile allenarmi tutti i giorni, ma cerco di mantenere un ritmo attivo di 2-3 volte la settimana con piscina, sci di fondo o corsa/camminata. Il tutto lo faccio con mia figlia, perché il poco tempo libero che ho me lo voglio godere anche con lei. Ecco che ad esempio in piscina vado con altre mamme e facciamo a turno per fare qualche vasca oppure vado a camminare con mia figlia nel marsupio. C’è anche da dire che quando non faccio sport sto sciando per lavoro e “spostando” bambini con sci oppure sto insegnando in palestra (sono istruttrice di pilates) quindi parto avvantaggiata…

D. Allenarsi con i figli è ovviamente diverso. Certo, faticoso, ma non uguale a quando si è da sole, per i fatti propri. Tu segui degli schemi, delle tabelle anche quando ti alleni con Sofie o approfitti del tempo che passi con tua figlia per goderti questi momenti senza troppe pretese?

R. Schemi di allenamento non ne ho mai avuti.

In altissima stagione mi accontento di integrare il mio tempo libero con dello sport in compagnia di mia figlia, mentre quando lavoro meno (ad esempio gennaio o aprile) l’unico schema che seguo è quello del cercare ogni giorno di fare qualcosa. Quando ho mezza giornata libera porto mia figlia in un rifugio, quando ho solo un’ora magari la porto ad arrampicare e adeguo l’attività a seconda del tempo che ho a disposizione.

C’è invece uno schema alimentare che cerco di seguire tutto l’anno (salvo pranzi con fette di torte in momenti di mancanza di organizzazione, ma vi assicuro che sono una decina l’anno)

Confesso che allenarsi con i figli spesso non da gli stessi risultati rispetto a quando si è da soli, infatti se mi devo preparare per una gara cerco di integrare anche nella mia vita quotidiana una mezz’oretta di ripetute o 2 km di nuoto in piscina, ma in questo momento la mia priorità è passare con mia figlia del tempo di qualità se possibile all’aria aperta facendo delle attività salutari.

Sta bene lei e di conseguenza anche io.

D. Sciare con il carrellino. Raccontami di questa ingegnosa soluzione.

R. Lo sci di fondo è un ottimo allenamento che sostituisce qui in montagna la corsa nei mesi più freddi. È uno sport sicuro e con il rischio di infortuni ridotti al minimo.

Alcuni marchi hanno ideato un carrello con cui tirare i propri figli durante questo sport.

La trovo una bella idea perché anche i bambini si divertono. Da poco poi sto insegnando a sciare a mia figlia. Un giorno invece che entrare nel carrello ha voluto attaccarsi al manubrio con gli sci ai piedi. Ci siamo divertite.

D. Sofie sembra divertirsi molto. Ci sono mai dei momenti in cui non ha voglia, oppure la senti meno “carica”? In questi casi, cosa fai e come gestisci la situazione perché tutto volga per il meglio?

R. La voglia di sciare, andare in bici o fare attività all’aperto non le passa mai. Credo che il vantaggio sia averla cresciuta con la concezione che tutto questo sia nella norma.

Esistono però dei momenti in cui si stanca.

In generale cerco in quei casi di gestire la situazione al meglio. Il mio problema principale è che appena Sofie ha iniziato a camminare ho venduto il passeggino, quindi spesso (a meno che non sia con il carrellino) me la devo mettere nel marsupio…

In ogni caso più vado avanti e più conosco le sue abitudini e i suoi orari e quindi scelgo sempre delle fasce orarie in cui so che ho meno problemi e mi adeguo a ciò che devo fare.

Il pomeriggio per esempio lei dorme spesso 2-3 ore.

Se al Pomeriggio non riesco a fare un’attività durante la quale riesco a farla dormire (esempio sci di fondo con il carrello,) spesso rinuncio e opto per degli esercizi in casa sul materassino mentre lei dorme.

D. C’è qualche consiglio che ti senti di dare sia a livello tecnico sia in merito all’attrezzatura, a chi volesse approcciarsi a questa pratica?

R. Il consiglio che mi sento di dare è quello di non smettere mai di essere voi stesse e di fare fare e ancora fare.

Non avete l’attrezzatura giusta?

Fate esercizi a corpo libero mentre vi organizzate.

I figli non sono un limite, bensì un’occasione per fare qualcosa di nuovo.

Ricordatevi che il 70:% della nostra forza la fa la mente, il resto le nostre gambe e i muscoli che usiamo. Il motivo per il quale dopo i 30 km alcuni maratoneti si fermano è perché ad un certo punto non si hanno più riserve energetiche del nostro corpo per andare avanti. È lì che entra in gioco la mente.

Potete fare tutto.

Pensate a quello che avete fatto durante il parto. Veramente vi fermate davanti a un Po di freddo o ad un po’ di pigrizia?

Bene! Grazie infinite per questa intervista e per il tuo contributo come mamma sportiva al motto “si può fare, anche con i figli!”.

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