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Allattamento prolungato: basta cattiverie, please!

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Basta cattiverie e sfottò contro chi fa allattamento prolungato

Fonte immagine: Uppa – Un pediatra per amico

Il mio latte non è acqua! Quindi, basta sfottere per l’allattamento prolungato.

Stavo scrivendo un semplice post sulla pagina FB, poi è diventato troppo lungo (strano, eh?!).
Vorrei parlare di allattamento prolungato, prendendo spunto dal post di Uppa, un pediatra per amico (trovi il link più in là, nel testo di questo post). E lo vorrei fare rivolgendomi, soprattutto, a quelle madri che non hanno allattato al seno e agli uomini che, con tutto il rispetto, non hanno un seno, non generano la vita e, quindi, non so cosa ne possano sapere.
Ecco, io vorrei dire a queste persone: “guardiamo oltre…senza giudicare e, soprattutto, BASTA CATTIVERIE o sfottò contro chi allatta al seno, anche oltre l’anno di vita”.
E adesso vi spiego le mie motivazioni.

Allattare “oltre termine” non è una scelta che dipende solo da noi mamme

Prima di diventare mamme, possiamo decidere di tutto ciò che ci riguarda, in toto. Con un bimbo non funziona così. Io, ad esempio, ho sempre pensato che avrei allattato fino al compimento del 1° anno di Petra. Ma lei non è d’accordo. E io non posso farla deperire perché lei si vuole attaccare. Magari è una coccola, magari, semplicemente, non è ancora pronta per mangiare cibo come un adulto. Sì, mi snerva, ma non posso traumatizzarla. Cresciamo insieme. Lei ha i suoi tempi e ogni giorno facciamo un piccolo progresso.
Ogni bambino è a sé. E questo l’ho capito solo diventando madre, solo allattando, solo con Petra.
Io, però, non mi permetto più di schernire chi, volontariamente o meno, ha scelto di nutrire i propri figli con il latte artificiale. Non mi permetto di dire loro che non va bene perché è troppo carico in proteine, che rendono immunitariamente più deboli i bambini, o di criticare con sufficienza e sarcasmo il tipo di alimentazione e alimenti che scelgono per lo svezzamento, anche quando (e capita spesso) penso che io non li darei mai a mia figlia. Non mi permetto di sfottere chi lascia il ciuccio in bocca ai figli 24/7, pur sapendo che contribuisce a creare problemi di masticazione, al palato e di carie ai denti. Oltre a non permette ai bimbi di parlare, perché han la bocca occupata.

A sx, a 13 msi. A dx, a 1 giorno di vita. Lei aveva già capito tutto.

Passare al cibo “normale” è molto più semplice per un bimbo allattato con l’artificiale perché come non ce l’aveva prima il contatto col seno della madre, non ce l’ha nemmeno ora. Mangia solo per nutrirsi, e giustamente. Ha fame, sa che mamma arriva con la pappa e mangia. Punto.
Per un bimbo allattato al seno è più “complicato”. Perché il seno è un mondo meraviglioso da cui è difficile staccarsi.
Petra mi ha insegnato una cosa bellissima: la consapevolezza della diversità e, soprattutto, che la mia volontà finisce dove inizia la sua; che il nostro rapporto si costruisce non di ciò che voglio io, ma di ciò che possiamo darci, l’una per l’altra. E così, anche se l’anno lei l’ha già compiuto, non è che ci danno la multa se ci facciamo una ciucciatina, ancora. Che il seno sia tutto quello che ha, il suo porto sicuro, ancora. Che la mattina si svegli mi cerchi, mi guardi e mi dica “tetti” con espressione furba, gioiosa e soddisfatta, ancora.
Che poi mi snervi non dormire, ok. Che io ogni tanto abbia le crisi, anche. Che queste crisi vengano poi per i troppi condizionamenti esterni…ecco, questo mi rode, sì. Dovrei essere più brava io a sbattermene. Di questo ne prendo atto. 
Ma che io debba essere costretta a sentirmi dire cose tipo: “è in ritardo!” (per cosa? Avevamo un appuntamento con qualcuno?), “tra un po’ va a scuola”, “il tuo latte non è più sostanzioso” o cose del genere, no, dai, anche basta.  
Certo, io personalmente non condivido l’allattamento a lunghissimo termine o “finché vuole il bambino”. Credo che dopo una certa diventi contro-producente e che crei un attaccamento morboso del bimbo alla madre. Ma questa è una mia idea, per me e per la mia bambina e non un dogma di fede. Chi lo vuole fare, liberissimo di farlo, ci mancherebbe altro. Ognuno deve fare le cose come meglio crede, in buona fede e per il bene dei propri figli. Il mondo è bello perché è vario. Ma la civetteria è un’altra cosa.
Ecco, io vorrei che ci fosse più informazione sull’argomento. Forse la foto che ho preso dal post di Uppa – un pediatra per amico – può fare un po’ di chiarezza. Vorrei anche dire che qualunque consiglio che ci possa aiutare a vivere meglio (per me, perché Petra la vive alla grandissima :D) questa cosa è bene accetto. Qualsiasi cosa che possa essere costruttiva. Non distruttiva e, come tale, inutile. Perché io non avrei davvero voglia di prendere la parte di quella distruttiva perché, ahimè, è pure una cosa che mi riesce piuttosto bene e, solitamente, non lascia grande spazio di replica.
Cerchiamo di essere più buone…non solo con i nostri bimbi, ma anche tra di noi…che al mondo ce n’è già troppa di cattiveria.

Queste coccole mi mancheranno da morire un giorno.

 

 

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