was successfully added to your cart.

Rieducazione pavimento pelvico: cosa fare in gravidanza e nel post partum

Viaggi per Famiglie leader

Perché è così importante la salute del pavimento pelvico?

In gravidanza e nel post parto allena il pavimento pelvico!

Se volessimo fare una stima, potremmo dire che il 90% delle donne sente parlare di pavimento pelvico per la prima volta alla prima gravidanza. Questo vuol anche dire che questo 90% non conosce le problematiche legate ad una condizione di non piena salute di questa zona molto importante del nostro corpo.  

Il restante 10% ne ha già qualche nozione o perché fa parte degli “addetti ai lavori”, o perché insorgono delle problematiche. Un esempio chiaro a tutti è la menopausa.

Il pavimento pelvico, questo sconosciuto.

Senza entrare troppo in nozioni anatomiche, di descrizioni di inserzioni dei muscoli e cose che non ti ricorderai di sicuro, posso dirti che l’essenziale da sapere è che:

  • il pavimento pelvico, insieme agli addominali, svolge la fondamentale funzione di contenimento dei visceri e degli organi emuntori e riproduttivi. Quando pensi che sia fico avere gli addominali scolpiti (o anche solo non avere la pancia e un bel vitino stretto), preoccupati anche di avere un pavimento pelvico in salute 😉
  • con il termine “pavimento pelvico” identifichiamo l’area di forma a rombo del nostro corpo che “chiude” dal basso il bacino e che va dalla pelvi alla zona anale (davanti-dietro) e da una parte all’altra del bacino (destra-sinistra), il cui muscolo si chiama PERINEO. Quindi il perineo è solo il muscolo. Più semplice di così, ci sono solo le immagini.

Problematiche legate alla non salute del pavimento pelvico

Sono diversi i problemi legati al fatto di non godere della piena salute del pavimento pelvico.

L’incontinenza è solo il primo e il più conosciuto ma non sempre è l’unico o l’unico campanello d’allarme.

  • incontinenza: si tende a pensare che sia un problema delle donne, legato alla menopausa, ma non è così. In quel periodo è sol più incidente, ma l’incontinenza può insorgere anche nelle atlete (le runner, soprattutto) che sollecitano molto la zona durante allenamenti e gare. Questi soggetti, ad esempio, hanno un perineo ipertonico ma che è poco reattivo alla mobilità. Pertanto, nonostante il muscolo si “forte”, non svolge comunque il suo compito di contenere. Non si rilassa quando lo deve fare e non tiene quando deve tenere. Altro caso sicuramente diffuso è la gravidanza, specie nel terzo trimestre, quando il peso del pancione schiaccia e mettere a dura prova perineo e tutta la zona pelvica. Di questo ne parlo meglio nel prossimo paragrafo. Ad ogni modo, anche in menopausa non è normale avere l’incontinenza. Colpa dell’industria degli assorbenti che ci fa pensare “beh, cosa vuoi che sia”. Non è così. perché l’atonicità pelvica e perineale non porta solo l’incontinenza, ma anche altri problematiche.
  • Diastasi dei retti addominali. Le cause del distacco dei retti possono essere o la gravidanza oppure un elevato stato di grasso viscerale. Nel primo caso è evidente e ci fa sorridere; il problema è passeggero e, nella maggior parte dei casi, tutto rientra entro 3 anni dal parto. Ovvio che, più sono i parti, più i retti si allargano, Quindi questa non è una regola. Nel secondo caso puoi vedere o le classiche pance “a mo’ di gravidanza”, magari anche in soggetti apparentemente magri, oppure le pance prolassate, quelle, cioè, dove nulla mantiene più un tono e si lascia cadere stancamente verso il basso. Si parla di casi obesità addominale, o di grave obesità.
  • Cistiti e candide ricorrenti. Già! La vedo la tua faccia sgranata. Purtroppo è stato dimostrato che il passaggio dei batteri dalla zona anale, nel momento in cui il pavimento pelvico non è come e dove dovrebbe essere, causa una maggior probabilità di passare i batteri in vagina e nell’uretra, portando così ai due più fastidiosi problemi delle donne (ma non solo alle donne!).
  • Dolori muscolari. Qui proprio hai gli occhi incollati allo schermo. Ebbene, pare che ci sia una correlazione, e in gravidanza ne è la dimostrazione l’infiammazione del nervo sciatico, tra cedimenti pelvici e dolori. Infiammazioni del piriforme (che capita spesso dopo il parto), sciatalgie (per l’appunto), tensioni all’elevatore dell’anno (che fa parte del perineo), quadrato dei lombi.  

Perché si parla di RIEDUCAZIONE del pavimento pelvico?

Si parla di rieducazione perineale (meglio usare questo termine) per un semplice motivo: quando la muscolatura pelvica non fa quello che deve e come lo deve fare e il pavimento pelvico tutto ne risente, allora gli va “reinsegnato” a fare ciò per cui naturalmente è stato fatto.

La rieducazione del pavimento pelvico è tipica del post parto ed è necessaria perché, durante la fase espulsiva del parto, il corpo della donna fa un’azione contraria ai naturali movimenti dei diaframmi respiratorio e pelvico, per permettere al bimbo di uscire grazie alle spinte. La mamma, infatti, butta fuori il fiato mentre spinge (rilassa il perineo, cosicché i due diaframmi fanno movimenti opposti. Normalmente, invece, diaframma respiratorio e diaframma pelvico devono andare in sincrono. Col parto si perde questa naturalità. Ed ecco perché si parla di rieducazione.

Non serve dire che l’Italia è uno dei paesi messi peggio sotto questo punto di vista. Nei paesi del Nord Europa (strano, eh?), invece, la rieducazione perineale inizia ancora all’ospedale. Il personale sanitario, infatti, raccoglie le puerpere e fa fare loro lezione, mentre i piccoli stanno al nido. Negli ultimi anni è sicuramente aumentata la sensibilità sull’argomento, complice anche la rete attraverso la quale, tra web e social,  si possono fare campagne di promozione all’attenzione sull’argomento. Anche nelle strutture sanitarie inizia a muoversi qualcosa ma è tra i privati, i consultori e gli operatori sportivi che meglio si esprime questa conoscenza.

Cosa fare e quando per il proprio pavimento pelvico

Durante la gravidanza è importante allenare il pavimento pelvico non solo in funzione del parto ma anche per un migliore e più veloce recupero nel post.

Oltre ai super classici esercizi di Kegel (fattibili anche con sonde vaginali apposite), molte discipline sportive contemplano l’attivazione del perineo durante l’attività: lo yoga e il pilates sono tra i primi. Il fitness, dal canto suo, non è da meno. Basta che il trainer sappia come far svolgere al meglio gli esercizi.

Nei miei programmi di Maternal Personal Trainer, ad esempio, inserisco sempre gli esercizi per rinforzare/rieducare il pavimento pelvico, sia nelle schede per la gravidanza, sia a maggior ragione per quelle del post parto. Se ti può interessare, scrivimi una mail a silvia@mammasportiva.it

E nel post parto? Che fare?

Il recupero perineale post partum dipende dalle condizioni del pavimento pelvico. Se c’è solo un normale e lieve atonia, oltre agli evergreen di kegel e alle sonde vaginali, si possono svolgere esercizi di respirazione forzata e attività fitness facendo attenzione all’esecuzione corretta degli stessi in chiave di rieducazione. Il più grande nemico del pavimento pelvico (e della diastasi) è il crunch. Quindi, se vi viene in mente che volete riappiattire la pancia, ecco, sappiate che questo esercizio lo dovete evitare come la peste. Molto meglio il plank, in ogni sua variante.

Ah, per la cronaca: la PANCERA non va usata, MAI! Non solo perché non fa ritornare in sede gli addominali, ma anche perché pressa sul pavimento pelvico, di fatto, continuando a stressarlo. In pratica, un disastro, perché impedisce al corpo di ristabilizzarsi come dovrebbe!

Per i casi in cui, purtroppo, l’atonia diventa prolasso, in base alla gravità dei casi, ci sono diversi modi di intervenire. Finché è di tipo 1, esercizi specifici (anche in chiave fitness) con più frequenza vanno benissimo. Quando si inizia a parlare di tipo 2 o, peggio 3, bisogna affidarsi ad aiuti esterni. Prima di arrivare all’intervento chirurgico, uno di questi è l’elettrostimolazione. Sebbene io ne sconsigli l’uso quando non necessario (perché far muovere da una macchinetta un muscolo che può muoversi da solo? Il risultato potrebbe pure essere controproducente, cioè il muscolo inizia ad oziare 😉 )

Per i casi più gravi, ne ho parlato Andrea Raciti che scrive per il blog elettrostimolatoreclick.com/blog.

Riabilitazione del pavimento pelvico con l’elettrostimolazione

“L’elettrostimolazione è uno dei rimedi più utili per riabilitare il pavimento pelvico, nei casi in cui non si riesce più a contrarre adeguatamente i muscoli perineali. Dopo la gravidanza, infatti, possono insorgere problemi legati all’incontinenza. La stessa può essere da sforzo (non si riesce a contrastare del tutto lo stimolo e ciò comporta piccole perdite di urina), d’urgenza (non c’è modo di contrastare lo stimolo) e mista (ovvero si soffre sia d’incontinenza da sforzo sia da urgenza).

L’elettrostimolazione riesce a contrastare tale problematica grazie all’utilizzo di impulsi elettrici a bassa frequenza volti a stimolare la muscolatura pelvica. Ciò permette non solo di migliorare la capacità contrattile, ma anche di rafforzare la resistenza delle fibre muscolari.

Inoltre, l’elettrostimolazione funzionale del pavimento pelvico riduce notevolmente il rischio di doversi sottoporre ad un intervento chirurgico e offre il vantaggio di poter eseguire le successive sedute comodamente a casa. C’è solo bisogno di un elettrostimolatore che sia dotato dei programmi di incontinenza e della relativa sonda vaginale. Solitamente i programmi prendono il nome della problematica, quindi la scelta sul dispositivo risulta molto semplice. Naturalmente non bisogna acquistare e, soprattutto, usare l’elettrostimolatore se prima non si è avuto il parere del proprio specialista. Nonostante si utilizzino degli impulsi elettrici non c’è nulla da temere perché il trattamento oltre ad essere efficace e anche indolore”.

Vuoi qualche altra dritta per un pavimento pelvico al top? Scrivimi, commenta o lasciami un messaggio sui social e sarò felice di poterti aiutare 😉

 

 

Condividere fa bene e allena le dita!

Corrixbrescia Leaderboard